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Sogno di “un giorno” di mezza estate

Ciao blog, come stai?

Io bene, sono tornato proprio ieri dal mare. Ahh, è sempre bello quando ti siedi sul bagnasciuga, chiudi gli occhi e guardi l’orizzonte. Le onde del mare che ti accarezzano i piedi e pensi a tutto quello ti succede nella tua vita. In quel momento ti senti forte, hai voglia di cambiare e migliorare tutto quello che ormai da tanto tempo hai lasciato lì in un cassetto. Si, proprio quelli, i sogni. Penso a quanto sarebbe bello essere sul palco a recitare con tutto il pubblico che mi ascolta… eh, quasi quasi mi viene la pelle d’oca! e chissà perchè ogni volta penso sempre a questa frase “Se puoi sognarlo, allora puoi farlo.” (Walt Disney)

Dopo questa piccola parentesi di un ragazzo innamorato, (ora capirai il perchè) voglio spiegarti che cosa mi è successo in questa mia vacanza.

Come dicevo sono andato al mare con la mia compagnia di amici, e siamo rimasti per un paio di giorni nella casa di uno di questi. Ovviamente, sono l’unico celiaco del gruppo, ma anche l’unico a fare da Chef, cosicché da evitare ogni tipo di problema. Una pentola che bolle sul fuoco, un solo tipo di sugo per volta e senza glutine per tutti.

Tra pasta al tonno, prosiutto e piselli, e ai 4 formaggi ecc.. penso proprio che in questi giorni abbiano mangiato per bene.

Era ormai arrivato il terzo giorno e le cose andavano molto bene, uscivamo sempre la sera cercando un posto per me, partendo dal supermercato,al ristorante e la gelateria e se non si riusciva a trovare il locale specifico, cercavo anche io di “adattarmi” prendendo un bel risotto con frutti di mare, oppure un pezzo di carne, cercando sempre di non scegliere cose troppo elaborate che aumentavano solamente il rischio di un possibile errore. Posso dire che sono stato sempre benissimo e non ho mai avuto nessun problema. Anzi, anche i camerireri erano informati sulla celiachia e non mi sono state rivolte domande stupide.

Passano i giorni e si arriva quasi alla fine di questa mia vacanza, quando al sesto giorno, andiamo in spiaggia, sempre nel solito Bagno ma ad aspettarci c’era un vecchio gruppo di amici genovesi che voleva salutarci, e tra questi, una ragazza nuova, mai vista. Cavolo com’era bella. Bionda, non tanto alta con occhi azzurri e le lentiggini. Ero rimasto quasi di sasso a vederla.

Ci sediamo al tavolo, ma ancora non ci eravamo parlati, insomma eravano in una decina, non ti aspettarai che faccia io il primo passo con una ragazza del genere.. insomma, sarò bravo a fare altro ma con le ragazze Blog io proprio eviterei l’argomento. Comunque, adesso arriva il bello. Sapevo che la mia settimana di vacanza stava per finire, e dovevo assolutamente sapere almeno il suo nome. Quindi inizio a pensare a cosa avrei potuto dirle, almeno per farmi notare. Passa il tempo, e nulla, non mi degna neanche di uno sguardo, quando ad un certo punto succede una cosa che non mi sarei mai aspettato nella vita.

STOP!! ASPETTA, ASPETTA, prima devo fare l’incipit.

<<< REWIND <<<

Poco prima un mio amico era andato dal bar ad acquistare una focaccina al prosciutto e si era seduto proprio vicino a me, offrendo a tutti un pezzo. OK, ora torniamo alla storia.

>>> LIVE >>>

Ecco, ora inizia il bello, se avete dei pop-corn e coca-cola andate in cucina a prenderli e godetevi lo spettacolo, ah, se avete anche dei fazzoletti fareste bene a prendeli.

– – – ATTESA POP-CORN, COCA-COLA, FAZZOLETTI – – –

Alla richiesta di un pezzo di focaccia, il mio udito capta queste parole:

“No, grazie io non posso mangiarlo…”

In quel momento, non so esattamente cosa sia successo, pensavo di aver detto io queste parole,(perchè questa è frase che utilizzo quando rifiuto qualcosa che non è senza glutine) infatti, alzato di scatto lo sguardo dal telefono per capire chi avesse detto queste parole e punto gli occhi su di lei. SI. Proprio lei, la ragazza bionda….

Sono celiaca, intollerante al glutine”

E il mio amico risponde “Ah si come lui!” indicando con il suo proprio dalla mia parte.

In quel momento penso di aver sfoggiato un sorriso a 32 denti.

le rispondo subito, senza pensarci “anche tu celiaca! da quanto tempo?”

Lei: “un paio d’anni, ormai ci ho fatto l’abitudine..”

scambiamo ancora due chiacchiere e dopo poco siamo costretti a spostarci da lì per andare a fare una partita di pallavolo sulla sabbia ma senza di lei. Insomma, penso di essere stata la persona più felice del mondo, perchè alla fine è sempre bello conoscere persone celiache sopratutto quando non te lo aspetti… e poi lei era bellissima.

AH! cavolo il nome!! Ma perchè in questi momenti vado sempre in modalità OFF?

Con l’aiuto dei miei amici alla fine sono riuscito a trovarla su Instagram, ho iniziato a seguirla, ma nulla. Ancora oggi non ha ricambiato.

Arriva ormai l’ultimo giorno, e speravo veramente di rivederla, ma niente. Ormai era andata, come se realmente non fosse neanche esistita, come se tutto questo fosse un sogno di questa mia bella estate.

Mi sono divertito tanto, ho faticato ma non c’è niente di più bello che trascorrere del tempo con chi ti vuole bene e chi ti capisce.

Grazie alla ai miei amici e grazie a tutti quelli che hanno contibuito a rendere fantastica la mia vacanza. (chef di ristoranti, camerieri, gelatai, insomma tutti..)

Anche per quest’ anno è andata.

Vi lascio con una frase che mi ha accompagnato per tutti questa mia vacaza:

“se fai del bene ricevi del bene”

Un abbraccio,

Eduardo

Un giorno speciale…

Caro blog,

per me questa mattina è come se fosse Natale.

Allora ti spiego bene com’è andata:

Solita sveglia alle 6:50, cioè una delle tante sveglie, poi c’è quella delle 6:55, e l’lultima delle 7:00! “ahh, che fatica, va bene ora mi alzo” A chi non piace dormire soporattutto di mattina? Sono andato in cucina, ho fatto colazione con latte e cereali di mais e riso “Special Bran” della NUTRIFREE, poi sono tornato in camera e ho preso il cellulare in mano.

WOW, sono rimasto a bocca aperta, oltre 1.000 persone avevano messo like al post su AIC e oltre 300 commenti senza contare tutte le condivisioni!! Moltissime richieste di amicizia, messaggi, e nuovi like ai vari social.

Che dire, grazie davvero per la ficucia che mi state dando, perchè non me lo sarei mai aspettato tutto questo! Fino a ieri, ero indeciso se pubblicare o meno i vari post con l’idea che non sarebbero piaciuti.

Ora invece sono molto carico e e voglio cercare di trasmettere tutte le sensazioni, emozioni che ho provato io in certi momenti cosi da farvi capire meglio come può vivere un figlio la celiachia.

Ovviamente, lo ricordo sempre, non sono un esperto, sono semplicemente me stesso, un ragazzo come tutti gli altri, ma con un valore aggiunto, la celiachia. La celiachia per me è un valore aggiunto, lo vedi nelle persone, sono più genuine, più altruiste… quindi per questo a volte quando sento qualcuno che si lamenta della propia “malattia” io ci sto male.

Secondo me non ci si può lamentare di una cosa che ci seguirà per tutta la vita, dobbiamo cercare di “farcela andare bene” e pensare ad altro, questo sicuramente non è un problema.

Volevo ringraziare tutte le mamme che mi scrivono per aiutare i propri figli che in età adolescenziale si trovano un po’ in difficoltà. Io dico sempre, questa è la fase più critica, anche perchè l’adolescenza un periodo di CAMBIAMENTI!! Si nota subito, il nostro corpo si trasforma, abbiamo voglia di conoscere ragazze/i, iniziamo ad essere più maturi, e soprattutto iniziamo a selezionare cosa ci piace e cosa non ci piace. Tutti questi cambiamenti si sommano ad un cambiamento inatteso della celiachia, che disorienta e va ad incrinare gli equilibri non proprio stabili dell’adolescenza.

In adolescenza, ci sono frequenti cambi d’umore, e la celiachia sopratutto nell’adolescenza viene percepita male e quindi solitamente il ragazzo/a si RIFIUTA della diagnosi e ha scarsa COMPLIANCE nella dieta.

La celiachia nell’adolescente viene percepita come una malattia che ha il potere di condizionare la vita sociale, isolandoti dal proprio gruppo di amici, che nella maggior parte delle volte, ha sostituito loro con i propri genitori come contesto sociale di riferimento, e di cosenguenza ci si sente diverso dagli altri. Questa sensazione, solitamente è totalmente assente in famiglia, ma significativa nei momenti con i propri amici (quindi qualche volta capiterà di non rispettare la dieta).

Tutto questo è in generale e quindi non significa che ogni adolescente faccia cosi, perchè ce ne sono moltissimi, me compreso, che rispettano da anni ormai la celiachia e non “sgarrano” mai, però questo non esclude la possibilità che inaspettatamente possano presentarsi momenti di crisi e quindi è giusto sapere come muoversi.

Quindi, una soluzione vera e propria non c’è. Semplicemente sta nella persona capire che sta sbagliando e che deve rispettare la dieta per il suo bene, ma sono sicuro che prima o poi ci sarà questo passaggio.

Se volete che parli di altri agomenti, scrivetemi pure qua sotto oppure CLICCANDO QUI (dovete essere iscritti al sito per postare sul forum).

Che altro aggiungere. GRAZIE GRAZIE GRAZIE.

Un abbraccio,

Eduardo

Com’è iniziata…

Ciao a tutti! Come va?

Oggi avevo voglia di raccontarvi com’è andata quando ho scoperto di essere celiaco,ah no, quando mia mamma ha scoperto di avere un figlio celiaco, nel lontano 2003, a 8 anni, non capivo esattamente cosa significasse; sentivo dottori parlare di “villi intestinali”, “gastroscopia”, “celiachia”.. ma nessuno parlava mai di come risolvere i miei continui mal di pancia che diventavano sempre più pungenti, fino a piegarmi in due dal dolore.

Ma partiamo dall’inizio, dato che nessuno capiva quale fosse il mio problema, anche perché un bambino mangia di tutto, soprattutto alle feste degli amici di classe, quanto erano belle, mi ricordo ancora quando andavo a casa di Luca, il mio migliore amico d’infanzia, (chissà dov’è finito ora) piena di palloncini, stelle filanti che passavano da stanza a stanza e musica a palla. Ovviamente il cibo non mancava mai, pizze di ogni genere, bianca, margherita, marinara doppia pasta, quattro formaggi, quattro stagioni con piu mozzarella, senza pomodoro, con solo pomodoro e mozzarella senza pasta.. insomma ce n’era di ogni genere! Non parliamo poi del bere e dolci a non finire!!! MANGIAVO TUTTO!!

Da piccolo mi ricordo che segnavo tutte le date dei compleanni, cosi da non saltarne mai uno! anche perché, cosa c’è di più bello di uscire da scuola, vederti con i tuoi amici, mangiare pizzette a go go, divertirsi e ridere insieme.. ma casualmente, al ritorno a casa, dopo tutte queste abbuffate i miei dolori erano sempre più forti! Quindi, si andava dal pediatra di turno e iniziava la solita fola “signora, se suo figlio mi beve la Coca con la pizza, è normale che abbia mal di pancia”, un altro “ma signora, il pomodoro sulla pizza non va bene, è acido” l’ennesimo “basta bibite gassate”… Insomma, il problame ero io, perchè mangiavo male!

Un bel giorno, dopo il solito mal di pancia mattutino e ovviamente, dopo l’ennesima assenza a scuola, evviva, abbiamo deciso di cambiare pediatra, e dopo una lunga chiacchierata con mia madre, uno spiraglio di luce è comparso su di me, ah no, era la tapparella rialzata dello studio… Parole, parole,parole e mai fatti, quando a un tratto, il pediatra impugna la sua biro, come fosse il bastone di Mosè e con tono deciso disse queste parole “il ragazzo è celiaco”, dentro di me, pensavo di avere le ore contate, stavo già iniziando a salutare tutti, pensando a qualche malattia rara e di non rivederli mai più, ma ad un tratto lo spiraglio di luce ritorna, ma questa volta era vero!

Iniziai a fare tutti gli esami del sangue e successivamente la gastroscopia, e i dottori confermarono la mia celiachia. “Dovrai mangiare diverso”, “c’è tanta roba buona”.. si c’era ROBA, ma non cosi buona come dicevano. Ero abituato a mangiare gnocco, erbazzone.. non panini sigillati in buste di plastica.. ma ero solo un bambino di 8 anni!

Al mio ritorno a scuola, ero diventato il “bambino speciale”, da una parte mi piaceva questa cosa, perchè mi portavano sempre da mangiare per primo e soprattutto sempre cose più buone rispetto ai miei compagni che mangiavano il minestrone o pasta coi broccoli, dall’ altra però, mi sentivo diverso, lo so, ero diverso però si era inevitabile quella sensazione di “disagio”, quindi, cercavo sempre di distogliere l’attenzione, ad esempio:

Ti racconto questa, ero da una festa, da poco avevo scoperto di essere celiaco e non c’era nulla da mangiare per me, (perchè questo accadeva sempre o quasi) mia mamma sapeva già che avrebbe dovuto portarmi qualcosa da mangiare e io quindi mi inventavo delle storie, nel frattempo che l’aspettavo!

Loro si abbuffavano di pizza, bibite e io pensavo tra me e me: “Tanto adesso mangio anche io” poi, a voce alta, gridavo al cielo: “ma perchè mi hai mandato questa maledizione?!? Forse perchè non ho fatto i compiti che mi ha assegnato la maestra Michela?? Se vuoi corro a casa a farli eh. ma almeno una pizzetta fammela trovare, che cavolo!!” e tutti i miei compagni che si mettevano a ridere.. vedendo un pazzo invocare qualcosa al cielo. In realtà a me piaceva proprio questo, scherzarci sopra, però dicendo la verità, un po’ quello che faccio ora.

Comunque, in quei momenti non so effettivamente a chi mi rivolgessi, però dopo questa mia predica al cielo, qualcosa cambiava! Eccome se cambiava.. il tempo. Da sole accecante alle nuvole e pioggia, insomma, detto sinceramente una sfiga incredibile!

Ma da lontano,una voce, una voce familiare, mia Mamma.. MIA MAMMA!!!! “Eduardo, tieni ti ho portato da mangiare” (grazie Mamma, lo so che stai leggendo il blog anche tu). Ecco in quel momento,mi sentivo come quando, provate a immaginare, la finale dei Mondiali a Berlino del 2006, però invece che la Coppa del Mondo, due rosette Schar, belle croccanti e ripiene di affettati.

Tutti i compagni correvano verso di me per capire cosa ci fosse in quella busta e perchè mangiassi “diverso” da loro. In realtà erano due semplici panini, ma io gli davo valore, non so come facessi, ma riuscivo a farlo, ogni volta gli raccontavo una storia diversa, ad esempio “questo pane lo fanno in edizione speciale,solo due al giorno”, “questo è prosicutto che costa come due pacchetti di carte di yu-gi-oh”, insomma, cercavo di distogliere l’attenzione, e sono sempre riuscito a cavarmela! Poi a parte le cavolate che raccontavo, quei panini erano veramente buoni, ancora oggi vengo ricordato per questo.

Fortunatamente, nessuno, dei mie compagni si è mai permesso di “scherzare/offendere” su questa mia diversità, anzi, ero il più coccolato. Se capitava che qualcuno faceva la battutina io guardavo sempre il lato positivo della cosa, e senza mai farmi dei complessi. Anche perchè con il susseguire degli anni, nelle classi superiori, tutti adoravano i panini che portavo da casa, forse migliori del paninaro della scuola…

La domanda che mi facevano tutti i miei coetanei ” c’è un modo per guarire?”, a quei tempi girava una voce di questa famosa “pillola”, che se ingerita, ti permetteva di mangiare tutto, ma sinceramente stavo iniziando a ingranare che cos’era realmente la celiachia… Passano gli anni, e divento quello che sono ora, un ragazzo come tutti gli altri, di 23 anni, che lavora, studia, fa teatro, e che come tutti gli altri cerca sul prontuario i prodotti, che si informa sui luoghi dove andare a mangiare, e che soprattutto ha selezionato degli amici che sanno qual’è il mio “problema” e che mi seguono nei posti dove posso mangiare (perché anche gli amici sono fondamentali !!!!!) ma comunque, avremo modo di parlarne.

Per oggi è tutto, spero di non avervi annoiato.

Un forte abbraccio

Eduardo

Gli amici e la celiachia

Caro Blog, oggi vorrei parlare di un argomento molto importante per me e penso anche per tutti voi; l’amicizia.

Dialogo tra Eduardo e il Blog.

B: Ma proprio stasera dovevi parlare di questo argomento?

E: Perchè cosa c’è? dovevi uscire con un block notes?

Oppure la solita biro nera?

B: Non parlare di certe cose in pubblico, sai che mi vergogno!

E: Vogliamo parlare di quella sera, quando stavi “letteralmente” prendendo fuoco?

B: FINISCILA. INIZIAMO! SUBITO!

E: Oh bene ma dimmi, che cos’è l’amicizia? è quella cosa che si illumina di bianco, in alto a destra, vicino a messenger e le notifiche?”

B: Quelle sono le richieste di amicizia!

E: AH.. Allora ho capito!!!

B: Sentiamo..

E: Sicuramente ha a che fare con quel programma su canale 5.. come ci chiama.. ehm.. AMICI!!

B: Quella è una scuola di ballo! Stupido rincitrullito!

E: E allora sentiamo che cos’è quesa “Amicizia”… sapientone.

B: Eh.. l’amicizia.. come fai a spiegare cos’è l’amicizia!?! Cavolo lo sapevo che non era la serata adatta, dovevo andare in copisteria a rifarmi le righe dei fogli!!

E: Ci andrai dopo, dai! dimmi ! che cos’è “l’Amicizia”

B: E va bene, preparati sarà un lungo viaggio..

E: Sono PRONTO! Viaaa!

B: Allora caro Eduardo, l’amicizia è un sentimento, è qualcosa che si prova dentro, tipo l’amore (ecco non parliamo di quello perchè altrimenti mi licenzio) ma un po’ meno. È qualcosa di indispendabile nella tua vita, indifferentemente dall’età.

Hai mai visto due bambini giocare insieme? Quanto sono belli e quanto si divertono, anche perchè non fanno caso al pantalone bucato, alla maglietta firmata oppure al colore della pelle, giocano, punto. Basta avere un pallone e si fa subito amicizia. Poi pian piano cresci e inizia a capire chi è meglio seguire e chi evitare. Per seguire, non intendo su Instagram eh!

E: Si si ho capito, vai avanti! L’avevo capito, prof!

B: Si si.. perchè con te devo essere preciso su queste cose! Comuque andiamo avanti.. dov’eravamo rimasti.. pallone.. seguire.. instagram..

E: ..da chi seguire e chi evitare!!

B: Ah, si.. giusto! Dicevo, non parlo di razza ma di seguire certi comportamente nei confronti degli altri. È difficilissimo, ma seguendo i consigli delle persone più grandi stai sicuro che vai sulla giusta strada (solitamente). Devi essere anche astuto nel capire chi è giusto e ingiusto, chi è sincero o semplicemente ti sta prendendo in giro, non puoi fidarti di un amico finto.

Nell’ età adolescenziale gli amici sono quasi più importanti dei genitori. Quando devi sfogarti, parlare, uscire, hai bisogno di un amico, un amico vero, perchè anche i tuoi genitori saranno sicuramente aperti con te, ma la maggior parte delle volte non avrai il coraggio di digli le cose e quindi l’unico che potrà ascoltarti. L’amico ti fa capire ciò che sarebbe meglio fare in una determinata situazione, perchè emotivamente sa se stai soffrendo o meno.

Con gli amici si vivono i momenti più belli della vita, si ride, si scherza, ci si confronta, ci si aiuta.. un sorriso, un abbraccio questi sono i piccoli gesti che ti cambiano le giornate, e alle volte anche la vita.

Anche in età più aduta bisognerebbe sempre avere qualche amico con cui confidarsi perchè abbiamo bisogno di parlare, e che sopratutto non abbia “FRETTA”, perchè al giorno d’oggi tutti abbiamo fretta e una chiacchierata di persona diventa “ci sentiamo dopo su Whatsapp”!

e puff.. di punto in bianco ti ritrovi in un bar, con davanti lo stesso amico con cui giocavi 60 anni prima, che ti dice di muoverti a pescare la carta dal mazzo.

Credo che la vera amicizia sia la cosa più bella che l’uomo possa desiderare. Perché “la vera amicizia resiste al tempo, alla distanza e al silenzio.” (Isabel Allende)

Riflessione: WOW, questa volta il blog mi ha dato un bello scossone. Mi ha fatto pensare a tutti gli “amici” che ho perso per strada. A volte penso che sia stato un bene, altre volte penso: “chissà cosa ne pensano loro, forse vogliono tornare ma non hanno il coraggio?!?”.

Comuqnue, perchè nel titolo ho scritto “Gli amici e la celiachia”, perchè è stato proprio questo uno dei motivi per cui ho smesso di frequentare molta persone. La mia, chiamiamola diversità, veniva presa con leggerezza, o alle volte neanche calcolata. Sentirli organizzare di serate dove tu non potrai mangiare nulla, e poi ti diranno “ah cavolo ci siamo dimenticati che sei celiaco, dai tanto il riso puoi mangiarlo”. La mia risposta? “Mangiamo il riso tutti allora!!”

Nel bene o nel male la celiachia ti fa capire chi sono i veri amici. Non avrei mai pensato che potesse influire così tanto, ma è cosi.

Ora ti racconto un piccolo aneddoto: da piccolo mi piaceva un sacco andare alle feste di compleanno, come penso a tutti i bambini poi, ci si scatena tutto il tempo e si mangia un sacco di porcheria. Poi a 8 anni ho scoperto di essere celiaco, e tutto ha iniziato ad essere più strano. I miei compagni erano curiosi di sapere del perché “mangiavo diverso da loro”, e questo mi piaceva anche perchè ero sempre al centro dell’attenzione. Venivo invitato lo stesso alle feste, perchè per loro ero la stessa persona ma il problema ero io. Non mi sentivo più a mio agio in mezzo a tutta quella stria, tutti quei panini ripieni di prosciutto.. vogliamo parlare della pizza calda?!? che ovviamente non avrei mai potuto mangiare.. Io invece mi portavo da casa il mio panino o una brioche dentro la sua confezione sigillata, anche se per me era favolosa, ma di certo mai in confronto a tanta roba.

Una cosa che mi dava molto fastidio da piccolo era questa, situazione: Io sto mangiando la brioche e loro la pizza.

Bimba: “Edu, fammi assaggiare un pezzo, sono curiosa di sentire il gusto” e io: “volentieri, tieni assaggia” .. “blaaah CHE SCHIFO, come fai a mangiare questa roba”.

In quei momenti non mi ricordo esattamente quale fosse la risposta, avevo sempre la battuta pronta quindi cercavo sempre di sdrammatizzare. Però, questo mi pesava molto, perchè quello era il mio cibo, l’unica cosa che in quel momento potevo mangiare!! Ancora oggi alle volte succede, ma ora ci faccio meno caso, da bambino però queste erano pugnalate dirette al cuore.

Dicevo, quindi ho iniziato a frequentare meno le feste finchè non sono diventato più grande e anche la celiachia è diventata più famosa e di conseguenza i prodotti.

Questa sera avevo voglia di raccontarvi questa mia esperienza, spero di non avervi annoiato!

Se volete altri post simili a questi anche di altri argomenti scrivete un commento qua sotto.

Un saluto e un forte abbraccio,

Eduardo

C’era una volta…

Nel cuore di una piccola città emiliana, tra fabbriche e piastrelle, vivevano due onesti cittadini, che desideravano più di ogni altra cosa al mondo avere dei figli.

Il loro desiderio venne un giorno esaudito e in una notte di metà inverno, una cicogna si fermò proprio alla loro porta e nacque lei, Camilla. Ripartito in fretta e furia, il grosso rapace, fece un giro lunghissimo, sorvolando i mari, gli oceani e solcando immense distese di terra, rimanendo in volo poco più di un anno, prima di riportare un altro pacco ai nostri coniugi. Questa volta il fiocco anzichè di rosa colorava d’azzurro e aveva con sè una targhetta dove vi era inciso un nome: Eduardo.

Di anno in anno il tempo trascorreva sereno e di conseguenza le candeline da spegnere a ogni compleanno aumentavano.