Com'è iniziata…

Ciao a tutti! Come va?

Oggi avevo voglia di raccontarvi com’è andata quando ho scoperto di essere celiaco,ah no, quando mia mamma ha scoperto di avere un figlio celiaco, nel lontano 2003, a 8 anni, non capivo esattamente cosa significasse; sentivo dottori parlare di “villi intestinali”, “gastroscopia”, “celiachia”.. ma nessuno parlava mai di come risolvere i miei continui mal di pancia che diventavano sempre più pungenti, fino a piegarmi in due dal dolore.

Ma partiamo dall’inizio, dato che nessuno capiva quale fosse il mio problema, anche perché un bambino mangia di tutto, soprattutto alle feste degli amici di classe, quanto erano belle, mi ricordo ancora quando andavo a casa di Luca, il mio migliore amico d’infanzia, (chissà dov’è finito ora) piena di palloncini, stelle filanti che passavano da stanza a stanza e musica a palla. Ovviamente il cibo non mancava mai, pizze di ogni genere, bianca, margherita, marinara doppia pasta, quattro formaggi, quattro stagioni con piu mozzarella, senza pomodoro, con solo pomodoro e mozzarella senza pasta.. insomma ce n’era di ogni genere! Non parliamo poi del bere e dolci a non finire!!! MANGIAVO TUTTO!!

Da piccolo mi ricordo che segnavo tutte le date dei compleanni, cosi da non saltarne mai uno! anche perché, cosa c’è di più bello di uscire da scuola, vederti con i tuoi amici, mangiare pizzette a go go, divertirsi e ridere insieme.. ma casualmente, al ritorno a casa, dopo tutte queste abbuffate i miei dolori erano sempre più forti! Quindi, si andava dal pediatra di turno e iniziava la solita fola “signora, se suo figlio mi beve la Coca con la pizza, è normale che abbia mal di pancia”, un altro “ma signora, il pomodoro sulla pizza non va bene, è acido” l’ennesimo “basta bibite gassate”… Insomma, il problame ero io, perchè mangiavo male!

Un bel giorno, dopo il solito mal di pancia mattutino e ovviamente, dopo l’ennesima assenza a scuola, evviva, abbiamo deciso di cambiare pediatra, e dopo una lunga chiacchierata con mia madre, uno spiraglio di luce è comparso su di me, ah no, era la tapparella rialzata dello studio… Parole, parole,parole e mai fatti, quando a un tratto, il pediatra impugna la sua biro, come fosse il bastone di Mosè e con tono deciso disse queste parole “il ragazzo è celiaco”, dentro di me, pensavo di avere le ore contate, stavo già iniziando a salutare tutti, pensando a qualche malattia rara e di non rivederli mai più, ma ad un tratto lo spiraglio di luce ritorna, ma questa volta era vero!

Iniziai a fare tutti gli esami del sangue e successivamente la gastroscopia, e i dottori confermarono la mia celiachia. “Dovrai mangiare diverso”, “c’è tanta roba buona”.. si c’era ROBA, ma non cosi buona come dicevano. Ero abituato a mangiare gnocco, erbazzone.. non panini sigillati in buste di plastica.. ma ero solo un bambino di 8 anni!

Al mio ritorno a scuola, ero diventato il “bambino speciale”, da una parte mi piaceva questa cosa, perchè mi portavano sempre da mangiare per primo e soprattutto sempre cose più buone rispetto ai miei compagni che mangiavano il minestrone o pasta coi broccoli, dall’ altra però, mi sentivo diverso, lo so, ero diverso però si era inevitabile quella sensazione di “disagio”, quindi, cercavo sempre di distogliere l’attenzione, ad esempio:

Ti racconto questa, ero da una festa, da poco avevo scoperto di essere celiaco e non c’era nulla da mangiare per me, (perchè questo accadeva sempre o quasi) mia mamma sapeva già che avrebbe dovuto portarmi qualcosa da mangiare e io quindi mi inventavo delle storie, nel frattempo che l’aspettavo!

Loro si abbuffavano di pizza, bibite e io pensavo tra me e me: “Tanto adesso mangio anche io” poi, a voce alta, gridavo al cielo: “ma perchè mi hai mandato questa maledizione?!? Forse perchè non ho fatto i compiti che mi ha assegnato la maestra Michela?? Se vuoi corro a casa a farli eh. ma almeno una pizzetta fammela trovare, che cavolo!!” e tutti i miei compagni che si mettevano a ridere.. vedendo un pazzo invocare qualcosa al cielo. In realtà a me piaceva proprio questo, scherzarci sopra, però dicendo la verità, un po’ quello che faccio ora.

Comunque, in quei momenti non so effettivamente a chi mi rivolgessi, però dopo questa mia predica al cielo, qualcosa cambiava! Eccome se cambiava.. il tempo. Da sole accecante alle nuvole e pioggia, insomma, detto sinceramente una sfiga incredibile!

Ma da lontano,una voce, una voce familiare, mia Mamma.. MIA MAMMA!!!! “Eduardo, tieni ti ho portato da mangiare” (grazie Mamma, lo so che stai leggendo il blog anche tu). Ecco in quel momento,mi sentivo come quando, provate a immaginare, la finale dei Mondiali a Berlino del 2006, però invece che la Coppa del Mondo, due rosette Schar, belle croccanti e ripiene di affettati.

Tutti i compagni correvano verso di me per capire cosa ci fosse in quella busta e perchè mangiassi “diverso” da loro. In realtà erano due semplici panini, ma io gli davo valore, non so come facessi, ma riuscivo a farlo, ogni volta gli raccontavo una storia diversa, ad esempio “questo pane lo fanno in edizione speciale,solo due al giorno”, “questo è prosicutto che costa come due pacchetti di carte di yu-gi-oh”, insomma, cercavo di distogliere l’attenzione, e sono sempre riuscito a cavarmela! Poi a parte le cavolate che raccontavo, quei panini erano veramente buoni, ancora oggi vengo ricordato per questo.

Fortunatamente, nessuno, dei mie compagni si è mai permesso di “scherzare/offendere” su questa mia diversità, anzi, ero il più coccolato. Se capitava che qualcuno faceva la battutina io guardavo sempre il lato positivo della cosa, e senza mai farmi dei complessi. Anche perchè con il susseguire degli anni, nelle classi superiori, tutti adoravano i panini che portavo da casa, forse migliori del paninaro della scuola…

La domanda che mi facevano tutti i miei coetanei ” c’è un modo per guarire?”, a quei tempi girava una voce di questa famosa “pillola”, che se ingerita, ti permetteva di mangiare tutto, ma sinceramente stavo iniziando a ingranare che cos’era realmente la celiachia… Passano gli anni, e divento quello che sono ora, un ragazzo come tutti gli altri, di 23 anni, che lavora, studia, fa teatro, e che come tutti gli altri cerca sul prontuario i prodotti, che si informa sui luoghi dove andare a mangiare, e che soprattutto ha selezionato degli amici che sanno qual’è il mio “problema” e che mi seguono nei posti dove posso mangiare (perché anche gli amici sono fondamentali !!!!!) ma comunque, avremo modo di parlarne.

Per oggi è tutto, spero di non avervi annoiato.

Un forte abbraccio

Eduardo